Fontana ha sempre operato all’interno dello specifico fotografico, riuscendo a calibrare il proprio occhio fisiologico in sintonia con quello della camera, oscillando in maniera equilibrata tra capacità di riconoscere il reale e capacità di sorpassarlo mediante una perizia sensibile, quella di portare il dato nella condizione di segno di un linguaggio astraente rispetto alla realtà fotografata. (Achille Bonito Oliva, da “il sogno dell’arte”)

Nato a Modena nel 1933, Franco Fontana è oggi considerato uno dei più grandi interpreti della fotografia a colori.

Già dai primi anni Settanta l’artista si distingue nella scelta del colore in quel momento considerato di minore valenza artistica rispetto al tradizionale bianco-nero. Egli invece reinventa il colore come mezzo espressivo e non solo documentario mediante un’inedita analisi, a volte provocatoria, dell’ambiente naturale e di quello urbano, cercando nuovi segni e strutture cromatiche corrispondenti alla sua fantasia creativa.

La ricerca di Fontana sul colore e sulla luce, che rappresenta la sua cifra artistica più particolare e riconoscibile, lo ha portato a rappresentare il paesaggio come una sorta di luogo immaginario e ideale, in cui composizione cromatica e rapporto tra le forme, danno vita a vere e proprie composizioni astratte.

A Roma viene presentata una serie di circa 30 opere, alcune delle quali inedite, riconducibili principalmente alla serie ‘Paesaggi urbani’ e ‘Asfalti’.

Nei ‘Paesaggi Urbani’ le architetture si trasformano in pure composizioni di cromie dal forte impatto visivo ed emotivo.

Nella serie degli ‘Asfalti’ l’attenzione dell’artista al dettaglio porta a composizioni astratte dove l’immagine esalta fortemente, oltre al cromatismo, anche la materia. Emerge quindi la materia ruvida di bitume e ghiaia in cromie di grigi e di neri, attraversate da lampi di colore.

Le opere, in edizione limitata, sono presentate nei formati: 40x60 cm, 70x100 cm e 122x185 cm.

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