Bolognese, classe 1962, Caccioni è uno dei protagonisti di una generazione che è giunta ormai a una definitiva maturazione linguistica e occupa uno spazio di rilievo all’interno del panorama artistico contemporaneo.

Caccioni si presenta a Roma con un nuovo ciclo di dipinti, appositamente realizzato per questa occasione, dal titolo quello che sembra, una trentina di opere, di vari formati, nelle quali la sapienza pittorica si coniuga con una straordinaria capacità di invenzione dell’immagine e con una altrettanto significativa capacità di giocare con le suggestioni offerte dal materiale inconsueto su cui si sviluppa la pittura. I soggetti di questi dipinti sono estremamente vari, hanno origini diverse e compongono un mondo sorprendente, ambiguo, in cui ogni immagine è se stessa ma al contempo rimanda a qualcos’altro; in tale prospettiva, assume un’importanza determinante anche la tecnica adottata da Caccioni, fatta di velature, di sfumature, che suggeriscono allo spettatore sempre nuove possibilità interpretative. Una pittura al tempo stesso essenziale e ricca di suggestioni e di varianti, poetica e sensuale, capace di grandi raffinatezze e di improvvise durezze espressive. Da oltre un decennio Caccioni espone con regolarità in Italia e all’estero: insieme alle personali tenute negli anni scorsi in spazi pubblici come la Galleria Civica di Modena e la GAM di Bologna, si ricordano quelle in gallerie private come Otto Arte Contemporanea di Bologna, Carzaniga & Uecker di Basilea, Lorenzelli di Milano, nonché la partecipazione a numerose mostre collettive, tra le quali si citano la recente “Quadriennale” di Torino, “L’arte la natura la meraviglia” in diversi musei del Veneto, il “Premio Michetti” a Francavilla a Mare.

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo, edizione SKIRA/OREDARIA. Testo critico di Walter Guadagnini.

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