Bassiri si trova nel 1978 sul Vesuvio e, come fosse luogo vicino alla sua natura, comincia un rapporto dialettico con la sua forza creativa. “Trovandomi per la prima volta sul cratere, ho sentito la condizione magmatica come fosse il sangue che circolava nelle vene e il cervello nella sua condizione creativa”. La forza che ha la lava di creare la materia, la vita sulla terra, diviene il pensiero guida della creatività dell’artista.

La ricerca artistica di Bassiri inizia negli anni Ottanta e trova fondamento nel Pensiero Magmatico (1984) e nel “Manifesto del pensiero magmatico. Il Magmatismo” (1986). Le evaporazioni realizzate con superfici di cartapesta, gli specchi solari in acciaio, le sculture in ferro o in bronzo, gli elementi lavici, le sofisticate elaborazioni fotografiche sono tutte opere che traggono origine dal ‘pensiero magmatico’ dell’artista. La volontà dell’artista è di fondere il proprio lavoro con il teatro e la musica, verso una spinta alla totalità, esprimendo il proprio rapporto con l’amore, la nascita, la morte e il destino. Egli utilizza un linguaggio artistico in cui è presente l’incontro tra gli opposti: il moderno e l’antico, il cosmico e il terreno, la vita e la morte, la luce e le tenebre.

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo, edizione SKIRA/OREDARIA. Testo critico di Bizhan Bassiri.

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