Il tredici maggio alle ore 19 si inaugura a Roma, presso la galleria OREDARIA in via Reggio Emilia 24, una mostra personale di Marco Tirelli. L’artista ha concepito una serie di lavori di grandi dimensioni, creati appositamente per quest’occasione, in cui si evidenzia la tendenza verso la monocromia che caratterizza gran parte delle sue ultime ricerche. Le forme essenziali sono modulate da una pittura in cui la stesura dei pigmenti provoca una sospensione spirituale. Varchi, porte e volumi ambigui sono perfettamente centrati e simmetrici rispetto all’immagine, nella quale l’oggetto fisico diventa un pretesto per valicare il confine tra luci e ombre, stabilendo un rapporto metafisico con lo spazio. Questo rapporto si scioglie attraverso una messa in scena, una “regia” in cui l’architettura si dilata fino alla sua scomparsa. Ne rimane un’illusoria monocromia che porta lo sguardo ad addentrarsi in una dimensione “altra”. Infatti, la pittura di Marco Tirelli attira lo spettatore verso il suo interno. In questo nuovo ciclo di opere si allargano e si aprono fino a coinvolgere lo spettatore, creando uno spazio straniante, una finestra per la percezione, un limite facilmente espugnabile in cui si è spinti verso uno stato di meditazione.

Per questa mostra personale sarà realizzato il relativo catalogo.

 

Marco Tirelli è nato nel 1956 a Roma, dove vive e lavora. Frequenta l’Accademia di Belle Arti (Roma) diplomandosi nel corso di scenografia con Toti Scialoia. Dopo la prima mostra personale, nel 1978, a Milano, presso la galleria De Ambrogi, nel 1982 espone alla Biennale di Venezia, con una sala personale, invitato da Tommaso Trini nella sezione “Aperto ‘82”. Seguono numerose mostre personali in Italia ed all’estero e partecipazioni alle Biennali internazionali tra cui la Biennale di San Paolo, la Biennale di Sidney e quella di Parigi. Gli anni ’90 si aprono con la mostra all’American Academy di Roma, che pone in dialogo una collezione di disegni di Tirelli con i wall drawings di Sol LeWitt. Nel 1990 partecipa con una sala personale alla Biennale di Venezia invitato da Giovanni Carandente, Laura Cherubini e Flaminio Gualdoni. Sempre nello stesso anno la Galleria Civica di Modena dedica una mostra al disegno di Tirelli e nel 1992 una personale, curata da Flaminio Gualdoni e Walter Guadagnini. Nel 2002 si tiene al l’Institut Mathildenhoehe di Darmstadt un’importante mostra antologica dal titolo “Das Universum der Geometrie”, presentata l’anno successivo alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna.
Tra le principali mostre personali e collettive: 1982 sala personale alla Biennale di Venezia; 1985 Annina Nosei, New York (dove espone anche nel 1986 e poi nel 1989); 1989 Galerie Skulima, Berlino; 1990 sala personale alla Biennale di Venezia, Galleria Civica di Modena (anche nel 1992) e, con Sol Lewitt, all’American Academy di Roma; 1991 Galleria Triebold, Basilea e Cellar Gallery, Tokyo; 1992 Galleria Gian Ferrari, Milano; 1995 OTTO Gallery, Bologna (nel 1998 insieme a Nunzio, nel 2004 e nel 2009 di nuovo con una personale) e Galerie Di Meo, Parigi (anche nel 2001); 1996 Base Gallery, Tokyo (anche nel 2000); 1998 Galleria dello Scudo, Verona; 2002 Mathildenhöhe di Darmstadt; 2003 Galleria d’Arte Moderna di Bologna e Galleria Fumagalli, Bergamo; 2007 “San Lorenzo”, Villa Medici, Roma; 2008 Galleria Antonella Cattani (per Manifesta); 2009 Italia contemporanea. Officina di san Lorenzo, MART, Rovereto; con Anselm Kiefer, Collezione Gori.

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