L’artista tedesca realizza questa mostra dopo i numerosi, recenti impegni di quest’anno, fra tutti la personale a Varese presso la Villa della Collezione Panza, le installazioni presso il MACRO FUTURE di Roma e il Museo MADRE di Napoli, il recente intervento presso l’Hangar Bicocca di Milano.
Per la galleria OREDARIA l’artista ha ideato e progettato appositamente un percorso con sculture, disegni ed installazioni che testimoniano il suo contatto diretto con la natura e la capacità dell’artista di relazionarsi con lo spazio, evidenziandone le simmetrie la struttura e l’ordine.

La sua arte è sospesa tra la leggerezza apparente delle sculture realizzate con un lento processo e la semplicità dei materiali utilizzati.

Quelli che potremmo considerare come particolari di elementi naturali o animali – semi, ramoscelli, crini di cavallo – sui quali non siamo soliti soffermarci per le loro piccole dimensioni, nelle opere della Löhr si tramutano in qualcosa verso il quale lo sguardo risulta attratto e invitato a una silenziosa contemplazione.
Sottraendo semi e ramoscelli ai processi naturali, l’artista ne cristallizza la presenza nel mondo, estraniandoli così dalla normale temporalità dei cicli naturali. Le sue opere conducono alla meditazione ed anche a un senso di responsabilità; la calma e la serenità che trasmettono sono le stesse caratteristiche interiori a cui è chiamato chi li sta osservando.

Dalla selezione di materiali organici come i semi di diverse piante e crini di cavallo nascono microcosmi lievi e raffinatissimi, che rimandando a un’architettura immaginaria, preziosa e complessa che è anche espressione di una solidità rassicurante. Il suo è quindi un lavoro rigoroso basato sulla tensione, la gravità e la proporzione, la distanza e la vicinanza, in cui irrompe la dicotomia tra l’apparente transitorietà dei materiali e la capacità di infinita conservazione. Dopo il confronto con la vastità delle scuderie alla Villa Panza, lo spazio della Galleria Oredaria si trasforma in un intervallo intimo e raccolto, quasi un luogo sacro di
meditazione.

L’artista tedesca dilata lo spazio della galleria, attraverso i disegni,visioni interiori di una vegetazione reinterpretata, le sculture e le installazioni che si appendono al soffitto, si tendono tra il pavimento e la volta, si attaccano negli angoli e ai pilastri. Tutte le opere cercano una simbiosi con lo spazio e allo stesso momento vanno oltre, come le colonne di crine di cavallo, che non si fanno fermare dell’architettura, ma
continuano in un movimento infinito.

INTRODUZIONE

© 2003 OREDARIA TEMI E FORME DELL'ARTE SRL UNIPERSONALE